La storia del Museo

Il Museo del Borgo è stato inaugurato nel 1994, a dare vita a questo luogo di raccolta di ‘cose antiche’ e di conservazione della memoria e dei mestieri di un tempo è stato Francesco Scerbo, insegnante di scuola ora in pensione.

Nato ad Amato, in provincia di Catanzaro, ha coltivato sin da quand’era ragazzo la passione per il collezionismo e per la ‘caccia al tesoro’; nel corso degli anni, ha cercato con infinita pazienza e tenacia: oggetti, utensili, attrezzi, documenti, fotografie, sia nel suo paese natio che nei dintorni.

La sua attività non si è però limitata alla ricerca e alla raccolta di queste testimonianze del passato, difatti le ha anche pulite e sistemate con cura in quello che è poi divenuto il Museo del Borgo.

Il Professore Francesco Scerbo: Fondatore del Museo del Borgo

Contenuto del Museo

Tale museo è situato al n 11 di Via Gugliemo Marconi, ad Amato: si trova al piano terra di un edificio che un tempo ospitava un panificio.

A fornirci una descrizione del contenuto e dei fini del Museo del Borgo è il maestro Scerbo in persona, che a riguardo ha dichiarato:

“Il mio museo è nato dalla passione con cui ho voluto raccontare il nostro passato attraverso gli oggetti.

Non ha fini di lucro ed è ospitato nei magazzini di mia proprietà, che sono al centro del paese. La sua nascita è recente e in così poco tempo ha suscitato grande interesse ed è stato finora visitato da moltissime persone. Un vero record, sul quale nessuno, ben inteso tranne me, ci sperava molto e non credeva affatto alle mie buone intenzioni e quel che più conta alla mia idea di museo che intendevo realizzare all’interno di un contesto sociale, non sempre caratterizzato da avvenimenti culturali di una certa importanza.

Il museo, a me personalmente, è costato tanti sacrifici e molta fatica, ma i risultati raggiunti e la sua realtà sono oggi per me fonte di grande soddisfazione, che mi ripaga ampiamente degli sforzi compiuti.

Gli oggetti che lo compongono sono tali da costituire reperti di piccole e grandi meraviglie, ricercate con ostinata caparbietà, grande impegno e anche con un certo costo, sempre però con l’intento di donare ad Amato, mio paese natale, un richiamo di interesse turistico”.

Struttura del Museo

Il complesso museale è costituito da quattro locali, all’ingresso è possibile ammirare strumenti quali il torchio, utilizzato per la spremitura delle olive (al fine di estrarne l’olio, ‘oro verde’ degli amatesi di un tempo) e per la pigiatura dell’uva, una macina per il grano, aratri e altri strumenti adoperati per il lavoro nei campi.

Attraverso alcuni scalini posti a sinistra della porta d’ingresso, si accede al secondo vano: qui vi sono un juke-box, macchine da cucire, chiavi antiche, orologi, lucchetti, ferri da stiro, pentole e altri utensili utilizzati per cucinare, cucire e ricamare.

La stanza successiva accoglie un’ampia collezione di documenti, libri e fotografie: la loro datazione è compresa in un lasso di tempo che va dal XIX secolo sino ai primi anni ‘90 del Novecento, vi sono anche volumi rari e importanti. Vi è inoltre un angolo denominato “Quasi come Natura creò”, in cui si possono ammirare delle piccole sculture lignee.

Da questa stanza si passa all’ultimo locale, il più ampio, in cui sono collocati attrezzi e strumenti relativi ai mestieri artigianali di una volta: seghe, pialle, livelle, tornio, pinze da fabbro.

Questo e molto altro è possibile trovare nel Museo del Borgo di Amato, un gioiello per il suo paese e un’attrazione turistica da promuovere e valorizzare.

Alcuni reperti presenti nel Museo…

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