“Il vecchio mulino”: il gruppo folk di Amato

Tra il 1972 e il 1973, ad Amato (Cz) nacque il gruppo folk Il vecchio mulino, dal nome di un mulino che si trovava nel paese. L’ideatore e fondatore fu Giovanni Falvo, da sempre appassionato di musica e balli folkloristici, ebbe l’idea di dar vita a questo progetto, che sviluppò e portò avanti grazie ad altre persone.

Membri de Il vecchio mulino

Il gruppo era composto da numerosi membri, in totale erano circa venti. Tra questi figuravano:

  • Rino Romeo e Carmelina Scarpino, in qualità di presentatori;

  • Giovanni Falvo alla fisarmonica;

  • Paolo Tomaino ed  Emilio Taranto alle chitarre;

  • Franco Cantafio; Adriano Cappellano; Anna Esposito; Franco Esposito; Gennaro Falvo; Angelina Fiorentino; Franca Fiorentino; Gennaro Fiorentino; Vincenzina Fiorentino; Franco Guzzo; Pino Lucia; Teresa Mamone; Maria Mauro; Evelina Mazzei; Gaetano (detto Tonino) Pingitore; Eva Procopio; Silvana Rinaldis; Tonino Romeo; Franco Taranto; Nino Taranto; Raffaele Torchia; Carmelina Zaffino e Lucia Zaffino.

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All’interno del gruppo vi erano diversi parenti:
Nino, Emilio e Franco Taranto erano rispettivamente padre, figlio e nipote (inoltre, Nino era molto legato al gruppo, ha elargito anche dei fondi, perché amava questo progetto e, quando Il vecchio mulino si esibiva, era in prima fila davanti al palco e coordinava i membri). Franca Fiorentino, Gennaro Fiorentino e Vincenzina Fiorentino erano fratelli, così come Carmelina Zaffino e Lucia Zaffino erano sorelle.

Franco Taranto era il più giovane del gruppo, cantava canzoni non folkloristiche o popolari (ad esempio, anche brani di Lucio Dalla); mentre Adriano Cappellano e Tonino Romeo ballavano, ma non cantavano; invece gli altri membri (ad eccezione dei suonatori) ballavano o cantavano in coppia e accompagnavano le danze e i canti con i tamburelli.

Bisogna inoltre aggiungere che alcuni dei membri erano fidanzati tra loro, ma poi si lasciarono, tuttavia continuarono a stare nel gruppo. Ciò causò momenti di imbarazzo e tensione quando durante una canzone ci si doveva prendere per mano. Ma, come si suol dire, “the show must go on”, dunque lo spettacolo continuava e non ci si poteva fermare per nessun motivo.

Scioglimento del gruppo originario e creazione di un nuovo gruppo

Dopo all’incirca 5 o 6 anni di attività, il gruppo originario si sciolse e ne venne istituito un altro, a distanza di un paio di anni. A fondare il secondo gruppo e a prenderne le redini questa volta fu Gaetano Pingitore (che nel frattempo aveva imparato a suonare la chitarra), anche se Giovanni Falvo continuava a far parte del gruppo e a suonare la fisarmonica.

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I motivi dello scioglimento del primo gruppo furono vari e differenti: alcuni componenti emigrarono; altri partirono a causa del servizio di leva obbligatoria; altri si sposarono; altri ancora andarono a studiare fuori. E fu così che il gruppo si disgregò. Bisogna tenere conto del fatto che finché i membri erano giovani e con un’età compresa tra i 15 e i 25 anni, allora era più facile per loro partecipare. Ma, una volta raggiunta l’età adulta, ognuno prese la sua strada e il lavoro, la famiglia e gli impegni quotidiani resero difficile l’adesione a un progetto condiviso che richiedeva tempo, sacrifici e sforzi per provare canti e coreografie. Alcuni avrebbero voluto proseguire, ma senza il supporto di tutti i membri non fu possibile.

In totale il gruppo folk fu attivo per circa dieci anni tra prima e seconda ‘edizione’.

Esibizioni e repertorio

Gli spettacoli avvenivano in piazza oppure nel piano seminterrato del comune, su un palco rotondo con un gazebo (l’aspetto ricorda quello di un carosello).

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Negli anni il gruppo aveva raggiunto una certa fama ad Amato e nei paesi limitrofi, difatti veniva chiamato per allietare le serate anche fuori dal paese. Quando si esibiva in altri paesi (come Angoli, Migliuso e Miglierina), il gruppo veniva pagato; mentre quando si esibiva ad Amato non chiedeva alcun compenso, in quanto i membri del gruppo ‘offrivano’ ai propri compaesani il loro spettacolo in segno di affetto e riconoscenza.

Come già spiegato prima, Il vecchio mulino si esibiva sia con balli che con canti, per quanto riguarda i primi, si trattava per lo più di tarantelle. Non tutti i componenti del gruppo ballavano, solo alcuni, generalmente i balli erano a coppie: ossia tre uomini e tre donne o quattro uomini e quattro donne, gli altri rimanevano in cerchio e si muovevano rimanendo fermi al loro posto e facendo da ‘contorno’ alle coppie che ballavano la coreografia, a volte si creava un arco con le braccia, sotto al quale passavano le coppie. Gli altri tenevano il ritmo battendo le mani o suonando il tamburello.

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Per quanto riguarda invece il repertorio dei brani cantati, questo spaziava da canti popolari e folk quali U Ciucciu (Ciucciu Bellu); U Pecuraru; Il grano è già maturo; La Monachella pentita; La ZingarellaCalabrisella mia; a brani di musica leggera quali Vola, colomba e Papaveri e papere di Nilla Pizzi e canzoni di Lucio Dalla. Quando c’era un brano da cantare, il solista o la solista si posizionavano al centro del palco e gli altri restavano sullo sfondo. L’unico brano cantato da tutti era la Calabrisella.

La scelta di mescolare brani di vari generi non era ovviamente casuale, ma era finalizzata a coinvolgere quanto più possibile il pubblico, offrendo uno spettacolo che abbracciasse sia la tradizione folklorica che la musica in voga in quegli anni.

*Si ringrazia la Signora Angelina Fiorentino per le informazioni e le foto forniteci. 

Le informazioni presenti in questa pagina web sono state raccolte da Carmen Morello, volontario del Servizio Civile UNPLI per l’anno 2019/2020, nell’ambito del progetto regionale “Usi e costumi delle Calabrie”

Le immagini, le foto e i video presenti in questa pagina web sono state gentilmente fornite ed appartengono ad Angelina Fiorentino e Carmen Morello.

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